
SAN DIEGO
Gli esseri umani e gli animali nel prossimo futuro saranno più piccoli a causa dei cambiamenti climatici. La previsione arriva da uno studio sulle dinamiche evolutive condotto da un’equipe coordinata dallo scienziato Kaustuv Roy, dell’Università di San Diego, e pubblicato questa settimana sulla rivista Science. La “regola di Cope”, secondo la quale le specie animali di taglia più grande sarebbero più forti e resistenti, potrebbe essere sconfermata.Lo studio ha riguardato alcune popolazioni di crostacei, risalenti a 40 milioni di anni fa, ritrovate nelle profondità degli oceani. Dalle analisi effettuate si è visto un aumento delle dimensioni correlato alla diminuzione della temperature dell’acqua. Va da sè che in questi tempi, di riscaldamento globale, la previsione per il futuro farebbe prevedere un uomo più piccolo, in un habitat privo di risorse e profondamente modificato. «I dati - ha detto Roy - mostrano una correlazione tra temperatura e dimensioni del corpo ma permane l’incertezza su quali siano gli altri fattori responsabili dell’evoluzione degli esseri viventi». Il nuovo studio apre le porte all’analisi del rapporto tra il cambiamento climatico e l’evoluzione della vita sulla terra.

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